Come avrete visto, spesso in questi articoli parliamo di tematiche che riguardano i retroscena del mondo delle digital pr e vediamo come, nella maggior parte dei casi, non sia tutto così semplice e lineare come potrebbe sembrare. Seguendo il filo conduttore degli argomenti già trattati sia su questo sito che sul canale Youtube, oggi voglio prendere in considerazione un argomento che mi sta molto a cuore e che potremmo definire “il problema dell’alzare il telefono”. Vediamo meglio di che cosa si tratta.

Mi capita, a volte, di parlare con persone che semplificano la totalità del lavoro del digital pr specialist con una semplice battuta:

“Ma cosa ci vuole a far finire un comunicato stampa su una testata giornalistica? Se hai il contatto del giornalista e lui è tuo amico basta alzare il telefono e l’articolo viene pubblicato, no?”

Io non escludo, anzi, so per certo che ci sono professionisti che utilizzano queste dinamiche e sono anche a conoscenza del fatto che a volte (non sempre) questo metodo può portare al risultato desiderato (nel breve periodo, la sostenibilità sul lungo termine è un’altra cosa…). Il mio punto di vista, però, è diametralmente opposto ed è proprio ciò che cerco di comunicare e portare avanti con il mio lavoro ogni singolo giorno.

Il fatto è che se ci affidiamo a queste strategie, non sapremo mai se il progetto che stiamo promuovendo rappresenti davvero qualcosa di mediaticamente valido e notiziabile, oppure se l’esposizione derivi solamente dal rapporto di amicizia o conoscenza con il giornalista.

A mio modo di vedere, si tratta di un nodo fondamentale da sciogliere.

Riuscite a capire come, benché a volte il risultato finale ottenuto sia lo stesso (la pubblicazione del comunicato stampa), la sua rilevanza per l’azienda assuma caratteristiche molto diverse?

Ciò che suggerisco sempre è di mandare avanti i contenuti. Se si basa un’intera strategia di digital pr sulla costruzione di un legame “di amicizia” con i giornalisti, non si saprà mai se il progetto che si promuove è stato promosso perché effettivamente valido.

Inoltre, credo che anche dal punto di vista etico-professionale questa strategia sia “scricchiolante” (ma questa rimane una mia opinione personale).

A questo punto, quando mi trovo a discutere del concetto di mandare avanti i contenuti, spesso mi viene chiesto di spiegarmi meglio.

Quello che intendo dire è che se il progetto è valido e i comunicati stampa prodotti sono ottimi, allora ci sono molte probabilità che stabilendo un contatto genuino e professionale con il giornalista sia possibile ottenere una pubblicazione.

Non dimentichiamo che operando in modo etico – senza ricercare “agganci” – si rispetta il valore professionale del giornalista (e ricordiamolo sempre, IL GIORNALISTA è UN PROFESSIONISTA DEI MEDIA, non un semplice intermediario tra azienda e giornali/lettori). 

Ancora una volta, quindi, si deve fare un passo indietro ed interrogarsi sulla qualità dei comunicati stampa che vengono prodotti dalla propria agenzia o dall’ufficio addetto. Sì, perché nella logica del “tanto basta alzare il telefono”, la scrittura corretta e mediaticamente interessante del pezzo passa in secondo piano, in quanto non è fondamentale per raggiungere il proprio obiettivo. Come già detto numerose volte, ciò è un problema grave e che va risolto al più presto, se si vuole poter offrire un servizio continuativo nel tempo e che dia, effettivamente, dei risultati tangibili anche a lungo termine.

Perché vi sto dicendo questo? È più facile capirlo facendo un esempio. Poniamo il caso, infatti, che una persona non abbia alcun contatto con un giornalista e debba fare affidamento solamente sulla validità e rilevanza dei contenuti. In queste circostanze, è palese che il comunicato stampa giochi un ruolo fondamentale e che essere in grado di produrne uno mediaticamente interessante sia l’unica via da seguire, per poter ottenere l’esposizione ricercata.

Ma Jessica, che cosa intendi davvero per “mediaticamente interessante”? E come posso scrivere un testo efficace?

Ci sono diverse metodologie e consigli che possono essere seguiti, ma vorrei porre l’accento su alcuni elementi che possono interessare al giornalista e che sono, allo stesso tempo, inerenti alla nostra attività. Ad esempio, se operiamo in un settore poco conosciuto, possiamo proporre dei numeri e dei dati statistici che riguardano l’intero mercato, per poi indicare quali sono le nostre cifre e come ci inseriamo all’interno dello stesso. In alternativa, si può fare leva su una storia imprenditoriale interessante e curiosa. Inoltre, progetti che toccano tematiche relative ad alcuni settori (sociale, salute, viaggi, ecc) sono molto più “appetibili a livello mediatico” rispetto ad altri temi.

Un’altra idea molto efficace è quella di analizzare il panorama mediatico (articoli pubblicati, interviste, ecc) che riguarda i competitors del proprio progetto e studiare che cosa viene scritto di loro quando compaiono sui quotidiani o sulle riviste online. In questo modo, infatti, si avrà una visione d’insieme di quelle che sono le informazioni che i giornalisti apprezzano maggiormente per il proprio settore operativo e sarà possibile scrivere dei comunicati stampa che seguano delle linee simili. Durante questa analisi è importante capire dove viene rivolto il focus, in modo da produrre testi che si focalizzino proprio quei due o tre punti messi in rilievo in alcune pubblicazioni.

Trovare l’angolo di comunicazione corretto è essenziale.

Seguendo queste strategie sarà possibile costruire un rapporto con il giornalista basato sui contenuti e non sui favori personali.

Il nostro consiglio, come spiego meglio anche nel videocorso “Digital PR e Media Relations”, è quello di mandare avanti i contenuti e lasciar perdere la via che usa i favoritismi e gli agganci per ottenere un falso successo mediatico. La parola d’ordine deve essere longevità ed è impensabile di continuare a ricevere pubblicazioni che colpiscano il pubblico giusto solamente affidandosi a dinamiche referenziali.

Lo studio di un piano di diffusione dei contenuti unito ad un’attenta analisi dei competitors e alla capacità di produrre un comunicato stampa valido sono le tre fondamenta che garantiscono un approccio sostenibile anche sul lungo periodo.


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RISORSE:

PDF GRATUITO: “Come contattare i giornalisti”: http://bit.ly/2HAuHY7

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