Qualche giorno fa, ho ricevuto un’email da un imprenditore, nella quale mi chiedeva di scrivere un comunicato stampa inserendo determinati link in posizioni ben definite e di fare in modo che venisse pubblicato da diversi giornali, come quotidiani e magazine, con i link indicati.

Vi lascio immaginare la mia espressione: è inutile dire che certe dinamiche e richieste non vengono neanche prese in considerazione dalla mia agenzia.

[non si trattava di un cliente, ma semplicemente di un imprenditore che richiedeva se era possibile svolgere questo tipo di attività]

La mia risposta alle sue domanda è stata chiara: “assolutamente no”

Per quale  motivo? Perchè questo modo di lavorare non ha nulla a che vedere con un’attività di ufficio stampa ed è quanto più lontano si possa pensare dalle digital pr.

Bisogna uscire dalla logica secondo la quale il giornalista è solamente un intermediario tra la propria azienda ed il grande pubblico, pronto a scrivere esattamente cià che gli proponiamo. In ogni momento, bisogna ricordare che ci si sta confrontando con un professionista, che ha un determinato compito e ruolo. Il giornalista, infatti, è il professionista dell’informazione e dei media e la decisione di cosa scrivere in un articolo appartiene a lui e a lui soltanto.

Se il redattore riterrà opportuno inserire un link in un determinato punto del pezzo, allora avrà la piena libertà di farlo, ma non può essere l’ufficio stampa o l’imprenditore ad avanzare richieste simili. Dopotutto, il compito del giornalista è quello di produrre un contenuto che sia piacevole e fruibile dai lettori della testata giornalistica per cui scrive e, pertanto, la decisione di inserire o meno un link non ha nulla a che vedere con ciò che l’imprenditore vuole.

Purtroppo, però, molto spesso le aziende tendono a dimenticare che non sono loro a “comandare” in questo ambito e il loro desiderio di raggiungere il pubblico tende a sfociare in un protagonismo dannoso proprio all’immagine che cercano di costruire.

Chiaramente, ciò non significa che nel momento in cui si instaura una relazione, come nel caso di un’intervista, non si possa porre una domanda a puro scopo informativo. Chiedere se ha intenzione di inserire il link o meno è ovvimente lecito, ma si deve assolutamente evitare di spingersi oltre. Essendo discreti, infatti, si dimostra di essere rispettosi nei confronti del giornalista edel suo lavoro, riconoscendo il giusto ruolo che egli ricopre. Se si vuole dare un taglio particolare al comunicato, magari concentrandosi su qualche aspetto su cui si vuole far leva, si è assolutamente liberi di farlo; sarà poi il redattore a rielaborare il contenuto nella maniera che più ritiene appropriata.

Superare la naturale linea che un buon rapporto professionale richiede, può portare ad una serie di inconvenienti che, alla fine, non giovano di certo all’immagine della propria azienda.

In primo luogo, infatti, si rischia di cadere in certe dinamiche spiacevoli, che rischiano di compromettere irrimediabilmente la collaborazione con il redattore. In secondo luogo, invece, si compie, a nostro modo di vedere, una scorrettezza a livello etico. Non si può lavorare bene ed efficacemente prescindendo da una morale che sia costruttiva e rispettosa delle figure professionali con le quali ci si interfaccia.

È sempre doveroso ricordarsi che dall’altra parte dello schermo c’è una persona, che è preparata e svolge il proprio lavoro con passione ed attenzione. Il porsi in maniera superiore suscita un malcontento che, a lungo andare, ricade negativamente sulla percezione del proprio progetto.

Forse il fatto di comunicare digitalmente fa percepire un po’ meno il contatto umano e rende più facile cadere in situazioni spiacevoli, dovute a comportamenti che nella “vita reale” non sarebbero neanche presi in considerazione. Tuttavia, ci teniamo a sottolineare ancora una volta come l’assenza di rispetto venga recepita dal giornalista in ogni caso e come noi ci dissociamo completamente da simili “tecniche”.

Se lo scopo di un’azienda è quello di ottenere una pubblicazione “su misura”, nella quale avere pieno controllo su cosa inserire, l’agenzia di digital pr non è l’entità che può svolgere questo compito. Nel momento in cui si produce un comunicato stampa e lo si invia ad un giornalista, non è pensabile pretendere che vengano pubblicati tutti i link che desideriamo.

Detto questo, per poter direzionare l’attenzione del redattore verso il proprio punto di interesse, si possono attuare alcune strategie. Una su tutti? La selezione di elementi mediaticamente interessanti su un aspetto particolare della propria azienda o progetto. In questo modo, si sarà in grado di presentare al giornalista un comunicato stampa che sia efficace per la propria immagine, ma che, al tempo stesso, riesca ad essere accattivante e suscitare l’interesse di chi lo legge.

Siamo consapevoli che non sia affatto facile eseguire un lavoro simile ed è anche per questo che sottolineiamo frequentemente l’importanza di avere un esperto che curi proprio questa attività (oppure seguire un percorso formativo concreto che sia in grado di dare tutti gli strumenti per farlo).

Inoltre, ricordiamoci sempre che il ruolo di un ufficio stampa o di un’agenzia di digital pr non è di scavalcare il giornalista e raggiungere la carta stampata o le pagine delle testate online grazie a delle conoscenze interne che permettono di pubblicare qualsiasi contenuto. Al contrario, il suo compito è proprio quello di comunicare in maniera efficace con i redattori, in modo da collaborare e costruire contenuti adatti per il pubblico finale. 

Siamo consapevoli che il rispetto per le altre persone e la discrezione professionale siano due fattori fondamentali e che, assieme a costanza e dedizione, rappresentano la base per costruire qualcosa di solido e duraturo.


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