Quando iniziamo a pianificare una strategia di digital pr per i nostri clienti, uno dei concetti che cerchiamo sempre di tenere a mente è quello della continuità. Le pubblicazioni, gli articoli, le interviste alle aziende per le quali lavoriamo, devono comparire in modo costante sui media. Potrebbe sembrare un aspetto secondario, eppure, secondo la nostra esperienza, gioca un ruolo fondamentale. 

Nelle digital pr è essenziale essere costanti. Ciò significa che in una campagna di PR dobbiamo ottenere pubblicazioni frequenti.

Oggi, infatti, le notizie hanno una scadenza limitata. Siamo costantemente soggetti all’esposizione di nuovi progetti e iniziative imprenditoriali ed è molto facile dimenticarsi anche di contenuti che, in un primo momento, avevano catturato la nostra attenzione. Ad esempio, un articolo ottenuto anche su una testata importante, come un quotidiano molto seguito o una rivista di settore, mantiene il suo effetto per un periodo di tempo limitato. Di conseguenza, dovremmo cercare di apparire il più spesso possibile sulle testate giornalistiche che abbiamo selezionato, in modo da mantenere sempre viva la nostra immagine nella mente dei lettori ed aumentare la rilevanza all’interno del nostro settore.

È chiaro, quindi, che operando in un’ottica simile, diventa insensato parlare di digital pr a breve termine. Con la nostra agenzia, Digitalpr.pro, cerchiamo sempre di far comprendere che il vero valore del nostro lavoro sta nell’ottenere dei risultati in maniera continuativa, non solamente durante il lancio di un prodotto o servizio. Ci discostiamo, dunque, dall’idea che sia importante sviluppare solo campagne di un paio di mesi o campagne “di lanci”.

La vera sfida è riuscire a essere presenti sui media con costanza.

Ma come è possibile venire menzionati ed ottenere pubblicazioni in maniera continuativa su quotidiani e riviste?

In primo luogo, è importante produrre comunicati stampa che abbiano focus diversi e che siano, chiaramente, mediaticamente interessanti.

Sì, perchè è impensabile vedere pubblicati due articoli, magari a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, che parlano della medesima tematica.

Proprio per questa ragione, una delle prime azioni che compiamo quando iniziamo a collaborare con un nuovo cliente è quella di “scomporre” l’azienda, per capirne i vari aspetti che possono essere interessanti per i giornalisti. Per rimanere sul concreto, alcuni di questi elementi possono essere la storia dell’impresa, quella dell’imprenditore, il lancio di un nuovo prodotto o servizio, oppure ancora il conseguimento di un riconoscimento nel proprio settore. Si tratta di un passaggio fondamentale, che richiede tempo e cura, perchè è la base per la costruzione di una strategia di digital pr che funzioni davvero.

Una volta preparata questa lista, il passaggio successivo è quello di scegliere da quale aspetto iniziare e produrre così una sorta di “scaletta ideale di pubblicazione” (tenendo sempre a mente che non si può sapere con certezza se anche il giornalista troverà valido un determinato contenuto). Infine, si può procedere con la scrittura dei diversi comunicati stampa, che andranno poi diffusi in un periodo di tempo variabile, ma comunque generalmente più lungo di due o tre mesi.

Alcune strategie per la produzione di comunicati stampa validi sono state approfondite in altri articoli e abbiamo anche un intero videocorso, che spiega nel dettaglio le tecniche che utilizziamo ogni giorno in agenzia per ottenere risultati con le digital pr.

Un altro strumento importante da usare per ottenere pubblicazioni costanti è quello dell’utilizzo di dati e statistiche. Con ciò non intendiamo solamente le statistiche ed i numeri inerenti alla propria azienda, ma anche a quelli del settore nel quale si opera. Infatti, se il giornalista capisce che siamo in grado di mettere a sua disposizione dei dati informativi, legati al nostro settore, che può utilizzare per uno o più articoli, sarà sicuramente più portato a prendere la nostra realtà come un punto di riferimento per un determinato ambito.

Per questa ragione, il compito di un buon digital pr specialist è anche quello di capire quali sono le esigenze dei redattori e proporre loro dei materiali che possano effettivamente essere d’aiuto.

Anche se la redazione decide di usare i dati messi a disposizione dal digital pr specialist per scrivere un articolo generico, infatti, è molto probabile che l’azienda venga citata e che, di conseguenza, venga notata dal pubblico di lettori. Inoltre, da un punto di vista delle relazioni, ciò consente di rimanere nella mente del giornalista e di diventare una costante per la stesura dei suoi contenuti. Non c’è da sorprendersi se, seguendo questa strategia, il numero di pubblicazioni aumenti e diventi più continuativo sul lungo periodo.

È interessante vedere come, analizzando la materia da punti di vista differenti, uno dei concetti cardine sia sempre quello di instaurare una comunicazione collaborativa con il giornalista.

Capire che dall’altra parte dello schermo c’è un professionista dell’informazione, che ha delle necessità e dei tempi che dobbiamo rispettare, e decidere di lavorare con lui, non contro di lui, è un passo mentale che può davvero fare la differenza. 

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