Quali sono le diverse metodologie che si possono adottare per costruire una campagna di media relations?

In questo articolo vogliamo fare una riflessione riguardante due metodologie parallele da usare in un’attività di media relations, per poter ottenere pubblicazioni, interviste, menzioni e articoli su quotidiani, magazine, riviste, online e offline.

Proviamo a riassumerle brevemente (la seconda, in particolare, ci ha permesso di intercettare sia Forbes che l’Harvard Business Review e Yahoo Finanza, per interviste a un nostro cliente).

PRODUZIONE E DIFFUSIONE COMUNICATO STAMPA

Questa è la metodologia “classica”, da non abbandonare mai, che prevede – per quanto riguarda le azioni concrete da mettere in moto – la realizzazione di uno o più comunicati stampa, con tagli comunicativi differenti, e la diffusione mirata di questi contenuti ai giornalisti delle testate giornalistiche in target. 

Questa attività dovrà chiaramente corrispondere a una strategia di media relations ben precisa, che risponderà a sua volta agli obiettivi dell’azienda (della struttura della strategia abbiamo parlato anche in altri articoli presenti in questo blog, con la descrizione anche di alcuni casi studio pratici).

Per essere concreti, questa azione riguarda prevalentemente (anche se non sempre) una tipologia di comunicazione autoreferenziale, ovvero viene utilizzata per raccontare progetti in fase di lancio, eventi, storie di impresa, descrizione di nuovi prodotti e servizi, ecc.

Ed è fondamentale costruirla e svilupparla. 



PROPOSTA AD HOC, PERSONALIZZATA PER IL SINGOLO GIORNALISTA

Un’altra metodologia, che vi consigliamo di implementare e che può essere sviluppata parallelamente alla prima attività, riguarda la creazione di proposte editoriali ad hoc, personalizzate, indirizzate al singolo giornalista.

Questo implica un profondo lavoro di analisi e studio per conoscere esattamente nel dettaglio i temi trattati in un determinato periodo da un particolare giornalista, ma può portarvi a ottenere davvero degli ottimi risultati – in aggiunta a quelli che potete ottenere con l’azione “classica” di cui parlavo sopra.

Ad esempio, se stiamo intraprendendo un’attività di media relations per un consulente finanziario, dovremmo selezionare in modo preciso i giornalisti che parlano di tematiche vicine a questo mestiere e al settore di riferimento, per andare a proporre a ognuno di loro la scrittura di un contenuto originale e personalizzato (che poi il giornalista potrà ovviamente rielaborare, per renderlo adatto alla linea editoriale).

Diremo al giornalista che possiamo parlare, magari, di alcune tematiche su cui siamo particolarmente forti nel nostro ambito, senza focalizzarci sulla “promozione” della nostra attività, ma pensando prima di tutto a informare i lettori.

In questo modo forniremo al giornalista un contenuto completamente personalizzato, sulla base delle sue esigenze.

Non si tratterà di un testo autoreferenziale, che parla solo ed esclusivamente del nostro progetto, ma sarà un contenuto maggiormente utile per i lettori, un contenuto più “di servizio”. 

I benefici, in questo preciso caso, sono molteplici:

  • riusciremo a intercettare anche più volte lo stesso media autorevole (perché non focalizzandoci solo sul nostro progetto, diventeremo quasi dei “fornitori” di contenuti utili, ma il nostro nome e quello della nostra azienda verrà comunque sempre nominato)
  • avremo la possibilità di ottenere anche una rubrica all’interno di una testata di nostro interesse
  • instaureremo con il giornalista un rapporto collaborativo, di fiducia professionale
  • avremo la possibilità di citare comunque il fatto di essere stati nominati in un articolo apparso su un media autorevole

Speriamo che questi spunti possano tornarvi utili nello sviluppo delle strategie di Media Relations per i vostri progetti.


Hai un’azienda o un progetto e vuoi capire in che modo le Media Relations possono aiutarti?

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