Nella nostra agenzia parliamo spesso dell’importanza assoluta dei risultati. Amiamo essere pragmatici, senza perderci in troppe chiacchiere e promesse senza fondamenta, ma portando avanti un metodo di lavoro basato sui risultati raggiunti, sulle pubblicazioni ottenute, su ciò che effettivamente portiamo ai nostri clienti.

E tutto questo, il continuo orientamento al risultato, al raggiungimento di obiettivi e allo svolgimento di un lavoro che non sia semplicemente buono, oppure ottimo, ma che possa puntare all’eccellenza, è possibile solo grazie a un team di persone, di professionisti, eccellenti.

Per questo motivo vogliamo portarvi dietro le quinte della nostra agenzia, per presentarvi i veri protagonisti, gli attori principali, che ogni giorno scrivono, progettano, costruiscono, sviluppano e fanno in modo che ogni cliente raggiunga i propri obiettivi.

Partiamo da Carlo Occhinegro, Media Relations Manager, che è entrato nel team di Digital PR pro a inizio maggio (2019). Ecco la sua intervista (buona lettura!).

Carlo, quali sono stati i passi che hai fatto per arrivare ad abbracciare questo mestiere?

Prima di raccontare quali sono state le scelte che mi hanno portato a fare questo mestiere, ci tengo a sottolineare che il mio lavoro è più una risposta ad un’esigenza intrinseca che una pianificazione strategica di tipo utilitaristico. Infatti, la passione per la lettura e la scrittura c’è sempre stata, sin dal primo ciclo scolastico. Successivamente, volevo fare di questa passione un lavoro ma nella piena era del cambiamento tecnologico e “social” non fu facile selezionare il tipo di professione che avrebbe risposto adeguatamente alle mie esigenze. Così, concluso il liceo scientifico, decisi di studiare “Scienze della Comunicazione” per avere una panoramica generale di cosa la comunicazione poteva offrirmi. In seguito, mi sono specializzato in “Comunicazione Pubblica e d’Impresa”. Contemporaneamente avevo già il mio blog che ho sempre considerato la mia palestra personale nel campo della comunicazione, collezionavo esperienza tramite lo stage presso l’ufficio stampa della mia università e quello presso un’agenzia di comunicazione. Entrambe le esperienze mi hanno dato la possibilità di conoscere varie aree della comunicazione, sperimentarle e valutarle a seconda delle mie inclinazioni così da iniziare a selezionare ciò che rispondeva meglio alle mie esigenze ed escludere ciò che invece non era nelle mie corde.

Tutte le scelte che ho fatto, però, hanno avuto un denominatore comune: le persone. L’incontro e la costruzione di una relazione profonda con le persone, mi ha permesso di fare le giuste scelte, di capire attraverso l’esperienza altrui, come potermi muovere, chi voler diventare, cosa volere per il mio futuro lavorativo e come trasformare le mie competenze in un lavoro.

Quali sono gli aspetti di questo lavoro che ami di più?

Il mondo dell’imprenditoria è un mondo di coraggiosi: sono uomini e donne che decidono di voler cambiare le cose, nel loro piccolo, e molto spesso ci riescono. Conoscere le loro idee, dargli forma scritta e contribuire al loro sviluppo dandogli la notorietà e l’autorevolezza che meritano, è il motore che non mi fa considerare questo lavoro un lavoro nel senso più canonico del termine.

La possibilità di essere parte del cambiamento tramite la mia quotidianità è sicuramente la parte che amo di più.

Quanto è importante, secondo te, la scrittura, in questa professione?

Più che la scrittura, ciò che è importante è la lettura. Per passione leggo ogni giorno scritti di varia natura, di penne diverse e di argomenti diversi. Questo mi regala la possibilità di guardare le cose da più punti di vista e di imparare nuove modalità per comunicare. Scrivere è il passo successivo e per scrivere bene bisogna, oltre che leggere tanto, scrivere tanto. L’ultimo passo per quantificare l’importanza della scrittura, è la condivisione dello scritto: senza uno o più punti di vista alternativi, lo scritto perde di potenziale. Avere il parere di altre persone sul proprio testo, lo arricchisce e arricchisce anche l’autore che riesce a imparare anche quali sono le necessità del lettore.

Cosa significa per te creare un’azione di media relations? E quali sono i lati più stimolanti? 

Per me creare un’azione di media relations vuol dire trovare nella storia del mio cliente, quell’informazione che davvero può interessare a tutti e lanciarla ai media che si occupano di questi argomenti dando non solo notorietà al brand ma anche generando cultura, sapere e diffondendo dati reali.

Ciò che mi stimola di più, è proprio scoprire l’insight, l’elemento notiziabile, ciò che rende interessante la storia del mio cliente. Il problema è che spesso le informazioni che mi vengono date non sono notiziabili ed è lì che arriva la parte divertente perché è mio compito andare oltre gli occhi dell’imprenditore e proporre elementi che siano più interessanti e che possano portare più risultati.

Una volta scoperto l’insight, si agisce in modo strategico, individuando gli interlocutori più affini alla notizia che si vuole diffondere. Successivamente, il lavoro diventa operativo, con l’inizio della diffusione.

L’aspetto interessante che può accadere è che l’insight individuato non sia davvero ciò che cercano i media in quel momento e dunque bisogna fare un passo indietro, rivalutare tutto e questo porta a pianificare nuovamente, considerare altri fattori e imparare una preziosa lezione per il futuro. 

Raccontaci i tuoi obiettivi futuri

Voglio sicuramente contribuire al cambiamento del mondo imprenditoriale italiano e dare luce alla mia professione che al momento non è conosciuta oppure viene scambiata per qualcos’altro. Per farlo, oltre a scrivere sul mio blog, sul blog di Digitalpr.pro e su quelli che mi daranno spazio, vorrei propriamente dedicarmi alla formazione non solo dei professionisti di oggi ma delle nuove generazioni di professionisti.

C’è molta confusione sul mondo della comunicazione in generale e in particolare sul mondo delle digital pr e vorrei, nel mio piccolo, raccontando con prove tangibili questo lavoro e le possibilità che offre, dare chiarezza.

Che consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere questa professione? 

Il mio consiglio è di leggere il più possibile, scrivere ogni giorno qualcosa ed essere intraprendente.

Parte dei risultati di questo lavoro arrivano da una conversazione: non è possibile fare questo lavoro se non c’è una curiosità alla base che porta a conoscere nuove persone, chiedere le loro storie e intrecciare relazioni professionali e personali.

In questo mondo social è necessario andare contro corrente e osare, ovvero provare a fare ciò che altri non farebbero. Nella mia esperienza, posso dire che questo è il modo migliore per aprire la mente e collezionare nuovi punti di vista utili per raccontare le storie dell’imprenditoria di oggi, storie di coraggio e di rivoluzione, di esclusività per l’inclusività, di profitto generato da un passo che altri non hanno fatto. 

Leggi anche...