Articolo di Carlo Occhinegro

 Per molti, settembre è un mese di nuovi inizi: c’è chi comincia un nuovo lavoro, chi firma nuovi contratti e chi mette in atto la strategia dell’ultimo trimestre dell’anno. Insomma, Settembre è una nuova partenza. E come tutte le partenze bisogna avere ben chiaro cosa fare e come farlo e chi volesse dare il via ad una strategia di Digital Pr deve sapere quanti e quali passi sono necessari per ottenere risultati concreti.

Innanzitutto, il focus: la notizia
Ha senso iniziare un’azione di Digital Pr se c’è l’ingrediente fondamentale: la notizia.

Tutti vorremmo che il mondo dell’editoria raccontasse la nostra storia, la nostra impresa e tutti i traguardi che stiamo raggiungendo, ma il mondo dell’informazione, come ormai è sotto gli occhi di tutti, è saturo di informazioni, per l’appunto, e la selezione di ciò che davvero interessa al pubblico delle testate, dalle generaliste a quelle più di nicchia, è veramente spietata.

Ecco perché si deve avere una notizia, qualcosa di davvero interessante dal punto di vista mediatico per i giornalisti che verranno contatti e per i lettori delle testate per cui scrivono.

La scrittura della notizia: un compito dei Digital pr Specialist

C’è la notizia, una di quelle che farebbe gola ad ogni giornalista ma come si può condividere in modo tale che ci sia poi realmente una risposta positiva da parte delle testate?

Per non fare errori, per non dover perdere tempo e per non creare imbarazzanti situazioni su grammatiche fallaci e consecutio improbabili, la palla della scrittura del comunicato stampa, si lascia al Digital pr Specialist.

Intervistando l’azienda, raccogliendo i dati e focalizzandosi su ciò che davvero può essere d’interesse al mondo editoriale, il Digital pr Specialist scrive e confeziona il comunicato stampa che poi, una volta approvato dall’azienda cliente, verrà condiviso con giornalisti selezionati.

Diffusione a pioggia o selezione accurata? 

Il passo successivo è l’invio del comunicato stampa: la notizia c’è, il comunicato è stato scritto e ora bisogna diffonderlo.

Ma come farlo?

Bisogna inviarlo indistintamente a tutti i giornalisti che si conoscono o è necessario selezionare solo gli interlocutori che davvero potrebbero apprezzare quel tipo di comunicazione su quello specifico argomento?

Se non si vuole finire in una black list o rovinare i rapporti di natura professionale con i giornalisti che si sono costruiti nel tempo, è doveroso fare una selezione, inviare la comunicazione solamente a chi tratta dell’argomento e non scomodare chi parla di tutt’altro: l’obiettivo è la pubblicazione della notizia, non un caso di stalking.

Pubblicazione o non pubblicazione, questo è il problema

Tutto è stato fatto nel modo corretto: la selezione della notizia, la scrittura del comunicato, la diffusione verso giornalisti accuratamente scelti ma i risultati tardano ad arrivare o non sono quelli sperati.

Un passo indietro è la cosa più naturale da fare e rivalutare la strategia è d’obbligo ma bisogna tenere conto anche di alcuni fattori che non sono responsabilità né della notizia né del Digital pr Specialist ovvero le tempistiche editoriali e l’interesse giornalistico.

Può capitare che un giornalista, aprendo il comunicato, contatti il Digital pr Specialist chiedendo più informazioni sulla notizia, sulla storia dell’azienda, sui suoi risultati e nonostante le risposte, la pubblicazione può avvenire dopo diverse settimane perché le testate, dalla più generalista alla più specializzata, hanno delle dinamiche editoriali che sfuggono al controllo anche del giornalista stesso.

Un secondo scenario, più comune di quanto si pensi, è legato all’interesse giornalistico: se il mondo dell’informazione è saturo di notizie legate ad un tema, ricevere l’ennesima notizia di quel genere può rimandare la pubblicazione a data da destinarsi, non perché non sia interessante ma perché semplicemente, se ne è parlato sin troppo.

Come rimediare? Essendo il più esclusivi possibili, fornendo dati e dettagli che non sono stati analizzati fino ad ora, condividendo informazioni che le testate giornalistiche non sono riuscite ancora a reperire.

Post pubblicazione: la regola aurea per concludere al meglio un’azione di Digital pr

Che sia stato scritto un articolo su voi, che la vostra azienda sia su un giornale, che abbiate un’intervista in programma in radio o che stiate per essere chiamati come persona autorevole in un talk in televisione, la regola aurea per concludere al meglio un’azione di Digital pr non cambia: bisogna condividere il risultato sui propri social in tempi brevi.

Non parlo di vanità o di un’eccessiva autocelebrazione, parlo di condividere il fatto che la vostra azienda ha fornito dei dati e delle informazioni di pubblico interesse, che contribuisce a scrivere la storia del settore di cui fa parte e questi risultati devono essere condivisi affinché maturi e cresca l’autorevolezza dell’azienda e delle persone che ne fanno parte.

Essere scelti da una testata giornalistica come fonte autorevole non è un’opzione per tutti ed essere scelti da un’agenzia di Digital pr vuol dire che dei professionisti hanno visto un potenziale di notiziabilità nell’azienda e nei manager che la compongono: mostrare i risultati ottenuti, vuol dire raccontare al mercato la vostra storia, dare informazioni utili ai clienti attuali e a quelli futuri, dimostrare agli investitori che la vostra azienda partecipa attivamente alla costruzione di un mercato in ascesa come protagonista e non come personaggio secondario destinato a scomparire presto.

 

 

 

 

 

 

 

 

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