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PR e Media Relations: saper riconoscere i propri limiti (mediatici)

da | Mar 25, 2020 | Digital PR e Media Relations | 0 commenti

Saper riconoscere quali sono le testate giornalistiche sulle quali il nostro prodotto/progetto può essere ripreso (grazie a un articolo, ad un’intervista, a una menzione) è fondamentale per impostare un’azione di PR e media relations con l’approccio corretto. 

Perché quando parliamo di questa attività non stiamo parlando di “una strada a senso unico”. 

Ogni azione di PR parte ovviamente da un obiettivo o da più obiettivi definiti, anche dal punto di vista mediatico, ma dobbiamo porci questi “traguardi” con consapevolezza

Ci sono testate giornalistiche che possono essere raggiunte, in modo organico (quindi senza ricorrere all’acquisto di spazi a pagamento e di pubbliredazionali) e ci sono testate che, invece, risultano fuori dalla portata di alcune aziende, in un determinato momento

Facciamo subito un esempio pratico.

Se stiamo parlando di una nuova nomina di un manager all’interno di un’agenzia pubblicitaria di medie dimensioni, avremo delle testate giornalistiche di riferimento, molto più incentivate ad accogliere quello che noi stiamo comunicando perchè trattano prevalentemente notizie di quella tipologia (es. You mark, Brand News, ADVexpress). Non andremo mai a veicolare un comunicato stampa relativo a questa notizia a un quotidiano come Corriere della Sera o Il Sole 24 Ore o Italia Oggi, perché dobbiamo riconoscere ed essere consapevoli del fatto non stiamo parlando della nomina di un dirigente all’interno di una multinazionale. Diversamente, se il comunicato stampa è legato a nuove nomine nei comparti dirigenziali di determinate realtà a livello internazionale, allora avremo come target di riferimento – dal punto di vista mediatico – anche grandi quotidiani economici. 

Consapevolezza e ottimizzazione delle risorse

Consapevolezza, umiltà e capacità di riconoscere i propri limiti dal punto di vista mediatico sono ingredienti essenziali. 

Metterli in campo ci permette di massimizzare anche i nostri sforzi ed evitare in alcuni casi di avere delle aspettative troppo alte rispetto a quello che in realtà è l’ecosistema dei media. 

Non basta desiderare di essere intervistati da un media per fare in modo che questo veramente accada. Se una startup che ha sviluppato una piattaforma tecnologica desidera essere ripresa anche a livello internazionale da grandi media come Techcrunch, non significa che ci siano i presupposti perché questo avvenga. Ci sono molti fattori da prendere in considerazione per verificare se si tratta di un “desiderio” coerente con la realtà oppure no. 

Porsi le domande giuste

Se siamo all’interno di un’azienda oppure se lavoriamo in un’agenzia e ci troviamo di fronte alla richiesta – di un imprenditore o di un cliente – di ottenere una copertura mediatica sulle maggiori televisioni nazionali, dobbiamo fermarci e porci alcune domande. 

E, soprattutto, dobbiamo rispondere nel modo più onesto possibile.

In base ai servizi televisivi che solitamente vengono trasmessi, come si posiziona la mia azienda?

La mia realtà è così ‘notiziabile’?

Il mio progetto contiene quegli elementi che sono in grado di far dire “wow” a un giornalista di una rete televisiva?

La mia azienda è abbastanza ‘televisiva’?

Non dobbiamo temere di rispondere “no” a ogni domanda.

Anzi, essere estremamente sinceri e consapevoli ci permette di impostare una strategia di PR e Media Relations davvero coerente, senza false aspettative.

Esistono progetti con un alto grado di notiziabilità e progetti che invece non hanno questa caratteristica.

Non significa che questi ultimi non possano intraprendere un’azione di PR, ma significa che il target di testate da raggiungere dovrà essere differente (rispetto a radio e televisioni nazionali, ad esempio). 

Focus sui redazionali (non pubbliredazionali)

Stiamo parlando di redazionali e non di pubbliredazionali, quindi ci stiamo riferimento a un’attività in grado di far ottenere pubblicazioni (articoli, menzioni, interviste, servizi televisivi o radiofonici) in modo naturale e organico, senza la necessità di ricorrere all’acquisto di spazi. 

All’interno del panorama delle testate giornalistiche non sono uffici stampa e imprenditori a scegliere la linea editoriale.

Non è compito di queste realtà. I media hanno delle regole, dei limiti, delle linee guida da rispettare. E chi comunica con loro deve conoscerle e rispettarle: quindi è importante avere la consapevolezza di quello che è il proprio grado di notiziabilità e il proprio essere mediaticamente interessanti per alcune testate. E invece, purtroppo, non per altre.

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