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Interviste ai protagonisti di Digital PR Pro: Valeria Volpato

da | Ott 28, 2020 | Senza categoria | 0 commenti

Parliamo di persone, non di numeri. Lo ripetiamo spesso.

E proprio alle persone della nostra squadra sono dedicati questi articoli (qui trovate l’intervista a Isabella Castelli), che vogliono portarvi nel backstage di questa agenzia.

Oggi lasciamo il microfono a Valeria Volpato, che è entrata a far parte del team nel mese di giugno 2020.

1) Quali sono stati i passi che hai fatto per arrivare ad abbracciare questo mestiere?

Potrei dire che si è trattato di un vero e proprio colpo di fulmine, tra me e questo lavoro. Quasi al termine dell’università, quando non avevo ancora chiaro cosa fare del mio futuro, ho letto per caso su un noto quotidiano di un master di formazione in ufficio stampa e da lì è iniziata una ricerca sfrenata di testimonianze, consigli, idee e storie di persone che lavoravano nel settore.

Le cose non sono andate subito in discesa, però, perché a quel famoso master, che per tutte le settimane precedenti al primo colloquio di selezione sognavo di giorno e di notte, non sono mai passata. Ma quanto nasce una passione, nulla può fermarla. Infatti dopo il no, e dopo il classico scoraggiamento iniziale, ho cercato un altro master dello stesso livello – scoprendo poi che era anche migliore del primo – e da lì, con un semplice stage iniziato neanche un mese dopo l’avvio del corso, è iniziata la mia (bellissima) avventura in questo lavoro.

2) Quali sono gli aspetti di questo lavoro che ami di più?

Sembrerà strano, ma io sono follemente innamorata di tutto ciò che riguarda le media relations.

Mi piace conoscere i clienti, stabilire con loro delle relazioni, e assistere con gioia alla loro soddisfazione quando viene pubblicato un nuovo articolo. Allo stesso tempo mi piace il contatto con i giornalisti, tanti di questi, infatti, nel corso degli anni sono diventati dei veri e propri amici. E anche le reportistiche, i file excel e i noiosi power point – spesso odiati – mi appassionano al punto tale da trovarmi ad aggiornare i file la sera tardi o nel weekend, pur di non lasciare una rassegna stampa incompleta o un file non aggiornato.

Insomma, trovo veramente difficile dire qualcosa che non mi piace di questo lavoro!

3) Quanto è importante, secondo te, la scrittura, in questa professione?

Direi che è importante ma non è tutto, ci sono infatti tante altre qualità importanti che, se mancano, rischiano di far crollare il castello di competenze necessarie per la riuscita di una buona attività di ufficio stampa. Direi che più che una buona scrittura (cosa comunque importante) è necessario essere in grado di mediare, di capire il cliente, di costruire dei legami. 

4) Cosa significa per te creare un’azione di media relations? E quali sono i lati più stimolanti?

Una bella azione di media relations parte dal contatto con il cliente, per capire quali sono le sue reali esigenze e cosa vuole comunicare.

Direi che è fondamentale essere sempre sinceri con i clienti, non sempre ciò che vogliono raccontare è realmente notiziabile e non conviene provare ad accontentarli, perché poi, a livello di uscite, non sarebbero contenti (e di conseguenza noi saremmo consapevoli di non aver fatto un buon lavoro).

Bisogna sempre essere sinceri dunque, specialmente con chi si approccia per la prima volta alle attività di ufficio stampa: impostare una relazione corretta e trasparente con un cliente è il primo passo per un’attività soddisfacente di media relations. E qual è il lato più stimolante? Questo direi! Non sempre, infatti, è così facile.

5) Raccontaci i tuoi obiettivi futuri

Quando racconto i miei obiettivi futuri tutti rimangono sempre un po’ spiazzati.

Il mio sogno, infatti, è quello di continuare a fare questo mestiere con questa passione, senza cambiare una singola virgola. Non ho particolari ambizioni di carriera né di crescita; il mio unico obiettivo è quello di continuare a fare questo bellissimo lavoro per ancora tanti anni, sperando che mi piaccia sempre come ora (ma di questo ne sono quasi sicura!). 

6) Che consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere questa professione? 

Da quello che ho potuto vedere in questi anni, più che competenze e capacità che si possono apprendere nel tempo, la cosa più importante è quella di saper ascoltare i consigli dei colleghi e dei tutor, così come quelli dei responsabili. Niente infatti è così importante come la capacità di mettersi all’ascolto, perché se le skills si possono acquisire con il tempo, l’umiltà e la modestia sono ciò che fa veramente la differenza. 

Grazie, Valeria!

 

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