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Interviste ai protagonisti di Digital PR Pro: Alessia Carlozzo

da | Dic 2, 2020 | Senza categoria | 0 commenti

La quotidinità di questo mestiere è fatta di riflettori puntati sulle aziende con le quali si lavora.

Chi si occupa di PR, infatti, lavora proprio per far emergere imprenditori e imprese, progetti ed eventi, iniziative e prodotti. E lo fa stando dietro il sipario, lanciando lo sguardo tra le fessure per osservare i successi mediatici conquistati, mentre si esibiscono di fronte al pubblico.

In questa serie di interviste alle persone che fanno parte del nostro team (qui potete leggere le intervista a Isabella, Valeria e Rita) vogliamo spostare un attimo i riflettori e puntarli su chi ogni giorno lavora sul campo, in questa boutique. Oggi lasciamo la parola ad Alessia Carlozzo, che è entrata a far parte di questa squadra nel mese di marzo 2019.

1) Alessia, quali sono stati i passi che hai fatto per arrivare ad abbracciare questo mestiere? 

Come in tanti incontri della mia vita anche quello con le digital PR è stato casuale. Ero già giornalista pubblicista, studiavo Scienze Politiche e l’aspetto della comunicazione mi affascinava tremendamente. Ho iniziato così un tirocinio in una delle agenzie delle Nazioni Unite a Roma nel dipartimento di comunicazione e da lì ho semplicemente proseguito occupandomi, come consulente per altre NGO e associazioni, di comunicazione a tutto tondo. Quattro anni fa è arrivata la scelta di trasferirmi a Milano per accettare un’offerta di lavoro e per mettermi alla prova in una città altamente competitiva che ha fatto di questo settore uno dei suoi punti di forza.

2) Quali sono gli aspetti di questo lavoro che ami di più? 

Sono un “animale sociale” e il networking che c’è alla base di questo lavoro è uno degli aspetti che apprezzo di più. Creare rapporti e scambi continui con colleghi, giornalisti e clienti rende questa professione viva e sempre in evoluzione. 

3) Quanto è importante, secondo te, la scrittura, in questa professione?

Credo sia vitale perché alla lunga i contenuti ben scritti, centrati e attuali pagano sempre. C’è da dire poi che si può avere tra le mani una storia interessante ma se non si è capaci di raccontarla al meglio spesso non si riesce a farne comprendere il valore. Inoltre una buona capacità di scrittura può aiutare anche per spingere storie più comuni e trasformarle comunque in uno spunto utile per il giornalista. Saper scrivere quindi è fondamentale per diventare un ufficio stampa valido, affidabile e soprattutto interessante.

4) Cosa significa per te creare un’azione di media relations? E quali sono i lati più stimolanti?

Sicuramente il confronto con il cliente è sempre un aspetto tra i più stimolanti, ovvero comprendere la sua visione e tradurla in un contenuto scritto capace di colpire la stampa. Tutto per me parte da lì. A questo si aggiunge il riuscire a dare un taglio sempre diverso e attuale alla storia che stiamo seguendo, così da permetterle di raggiungere target differenti ma soprattutto di raccontarsi sempre sotto una luce diversa. Infine non c’è azione di media relations senza il riscontro della stampa. Quando un giornalista intuisce le potenzialità di una storia che gli propongo è sempre un bel risultato personale, significa che in qualche modo il messaggio che volevo è stato accolto nel modo che speravo. 

5) Raccontaci i tuoi obiettivi futuri

Diventare un digital PR Manager sempre più solido sia dal punto di vista di gestione dei clienti che dei risultati ottenuti. Ma soprattutto diventare sempre più duttile e flessibile, riuscendo a lavorare anche su tematiche lontane da me e dai miei interessi, senza snaturarle ma valorizzandole al massimo. Pur raccontandole sempre e comunque con la mia personale chiave di lettura.

6) Che consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere questa professione? 

Di iniziare leggendo tanto. E poi di continuare a farlo anche a professione avviata. Libri, saggi, riviste, volantini del supermercato! La lettura aiuta ad affinare il proprio stile di scrittura, ad escogitare idee per una strategia di media relations o semplicemente a collegare punti anche lontani quando si affrontano temi un po’ distanti dai nostri interessi. E poi di scrivere e di mantenersi in costante allenamento. Infine di ricordarsi sempre che senza empatia spesso non si raggiungono risultati, soprattutto in un settore come questo dove il contatto con l’altro è fondamentale e ne è parte integrante. 

Grazie, Alessia!

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