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Interviste ai protagonisti dell’agenzia: Michela Piccini

da | Ago 29, 2021 | Senza categoria | 0 commenti

PR. Relazioni. Un termine estremamente importante in questo mestiere. Non si tratta del puro e semplice “contatto”, ma si parla di fiducia professionale, di rispetto, di umanità, di empatia e di capacità di collaborare realmente tra professionisti.

Una parola dal respiro ampio, oceanico, quasi infinito. Una parola centrale anche nel nostro team.

E lo sottolinea anche Michela Piccini in questa intervista che vi permetterà di conoscerla meglio (Michela è entrata nella nostra squadra nel mese di marzo 2021).

1) Michela, quali sono stati i passi che hai fatto per arrivare ad abbracciare questo mestiere?

C’è un mantra fondamentale che mi ha permesso di appassionarmi a questo settore, tanto da farne oggi la mia professione: costruire relazioni (sane) rende la vita felice. Ho iniziato il mio percorso studiando Lingue e letterature straniere, perché ho sempre creduto che conoscere lingue e culture diverse possa aprire la mente a più forme di connessione e stimolare a guardare le cose da più punti di vista, con una sensibilità diversa, nelle relazioni come nella scrittura. La successiva laurea in Editoria un master in Comunicazione di impresa all’Università di Siena mi hanno permesso di acquisire quelle competenze utili di scrittura e organizzazione che mi servivano per mettere un primo piedino in questo settore. L’esperienza in redazione, presso La Nazione, del gruppo QN – Quotidiano Nazionale e all’interno di un’azienda specializzata nello sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale, dove ho avuto modo di appassionarmi al settore dell’innovazione più di quanto già non lo fossi, mi hanno aperto gli occhi su chi volevo diventare da grande.


2) Quali sono gli aspetti di questo lavoro che ami di più?

Coltivare le relazioni umane, prima di quelle professionali. Essere il veicolo di una sana informazione, quella tra il mio cliente e il giornalista, è una delle cose che mi rende più fiera di aver avuto la fortuna di abbracciare questo mestiere. Quella del Digital Pr Specialist è una professione fatta di empatia e sottili relazioni che vanno coltivate costantemente. Ma soprattutto di deontologia, se vogliamo, che deve sempre essere alla base di ciò che andremo a comunicare una volta che premiamo il tasto invio. 


3) Quanto è importante, secondo te, la scrittura, in questa professione?

La considero l’80% delle competenze che un buon Digital Pr Specialist deve avere, se vuole davvero affermarsi come professionista in questo ambito. Sicuramente non è l’unica capacità determinante in questo lavoro, molto spesso contano anche le relazioni e la strategia che pensiamo dietro a un comunicato stampa. Puoi avere una “penna di miele”, ma se non c’è una strategia a monte di ciò che proponi al giornalista, il taglio di notizia giusto, un contenuto che sia di interesse per il pubblico di quella testata o, peggio, se non conosci il panorama mediatico di riferimento, nonostante una buona penna è possibile che non si ottenga la rassegna sperata.


4) Cosa significa per te creare un’azione di media relations? E quali sono i lati più stimolanti?

A monte di una buona azione di media relation c’è, a mio avviso, un rapporto sincero e di fiducia con il proprio cliente. Trasparenza e “buona condotta”, da parte di entrambi, permettono di creare subito una strategia efficace e che porti un buon ritorno mediatico. Il rapporto con il cliente e la strategia sono per me i lati più stimolanti, insieme anche alla costruzione della relazione con il giornalista, blogger o influencer, sempre per la grande verità (almeno, la mia) che le sane relazioni rendono (davvero) la vita felice 🙂 


5) Raccontaci i tuoi obiettivi futuri

Affinare la tecnica e crescere come PR Manager, occupandomi di costruire un’azione di media relation dall’inizio alla fine, è ciò che vedo nel mio futuro. Specializzarmi sui temi di innovazione e nuove tecnologie, per essere un fulcro di relazioni e punto di riferimento in questo settore, è un altro degli “hope to” che vedo nel mio percorso professionale. 


6) Che consiglio daresti a un giovane che vuole intraprendere questa professione?

Sembrerà banale, ma il primo vero passo per essere un professionista in questo settore è quello di essere sempre informati. In due parole: essere curiosi. Per questo consiglio di leggere, sempre e tanto, dai giornali ai blog di informazione, ma anche ascoltare podcast, radio e programmi tv, più o meno di ogni genere. E poi scrivere, che sia anche solo per se stessi, purché venga fatto. La scrittura è una delle più alte forme di comunicazione che abbiamo, da quando esiste la storia. Infine, avere passione per ciò che si fa. Potrà sembrare un assioma scontato, di per sè, la verità è che nel nostro lavoro mettiamo in gioco una componente importantissima di questa professione, la prima in assoluto, che merita un occhio di riguardo rispetto a tutte le altre (vedi domanda uno): le relazioni umane. Tradotto = fiducia. 

Grazie, Michela!

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